Buone feste per gli acquisti nella GDO
Articolo tratto da Il Sole 24 Ore 9 gennaio 2012
Gennaio 2012

Un inatteso rimbalzo nelle
vendite proprio nelle giornate
clou degli acquisti natalizi. Per
la grande distribuzione è terminato
così il 2011, con un breve
riaccendersi dei consumi di prodotti
alimentari nelle ultime
due settimane dell’anno. Gli italiani dal 19 dicembre a Capodanno
hanno speso per gli acquisti
food in supermercati, iper e discount 3,27 miliardi
di euro, il 5%
in più rispetto allo stesso periodo del
2010. Grazie a questa spesa
natalizia il valore del carrello
ha toccato quota 8,05 miliardi,
+0,2% rispetto all’anno precedente.
Un valore su cui pesa certo l’aumento dell’Iva portato dalla
super-manovra del governo
Monti. Inoltre rispetto al 2010
c’è anche stato un giorno in più a
disposizione per gli acquisti.
«Si è verificato un cambio
delle abitudini, con un taglio
della spesa nelle prime settimane
di dicembre, quelle tradizionalmente
dedicate all’acquisto
dei regali e degli addobbi - segnala
Romolo de Camillis, Retailers
director di Nielsen -. È
stato mantenuto pressochè invariato
il budget destinato alla
spesa alimentare».
Se i consumi del settore alimentare
nel complesso hanno
tenuto, nel carrello della spesa
di dicembre non sono entrati
molti prodotti tipicamente natalizi.
In termini di volumi c’è stato
il calo degli acquisti di panettone,
pandoro, torrone e cioccolatini,
i prodotti da ricorrenza
hanno perso l’11, 3% secondo le rilevazioni
della Nielsen, ma anche
meno spumante (-10%),
champagne (-13,3%), alcolici
(-5%) e vino (-1,1%). Meno piaceri
della tavola, mentre hanno registrato
un trend positivo salumi
e formaggi, il salmone (+9%)
e quanto serve per preparare in
casa gli antipasti (+4%), le torte
dolci e salate. Insomma, un ritorno
alla preparazione in famiglia
delle portate per il pranzo e il cenone natalizi.
In decisa crescita (+9,4%) le
vendite di bibite gassate, della
birra (7,4%) e della pasta surgelata
(+12%). Dicembre ha visto
anche l’impennata delle vendite
(+13,3%) dei prodotti con un contenuto
salutistico e dietetico.
«Sono consumatori attenti,senza
significative privazioni, ma
con una ricerca di menu più
orientati al salutismo» rimarca
de Camillis.
Si è anche consolidato il
trend di crescita dei discount.
«È un effetto del downgrade
nelle scelte - segnala Giuseppe
Zuliani, direttore marketing di
Conad, quasi 3 mila punti vendita
in Italia - che ha comunque
portato a un calo generalizzato,
tra il 2,5 e il 3%, dello scontrino
medio».
Il calo degli acquisti non ha
risparmiato l’elettronica di consumo.
«È stato un pessimo Natale
- premette Roberto Cuccaroni,
direttore generale di Euronics,
insegna dell’elettronica di
consumo con oltre 600 punti
vendita in tutta Italia -. A livello
nazionale il calo è stato intorno
al 10% ed è emerso un sentimento
estremamente cauto nel
Nord-Est, dove è maggiore la
preoccupazione per la situazione
economica».
A dicembre la migliore performance si
è vista solo nei giorni
immediatamente prima del
Natale. Poi una preoccupante
calma piatta, «che persiste anche
in queste prime settimane
di offerte speciali».
Enrico Netti
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