I cambiamenti del mercato: variabili strutturali e macrotrend
I cambiamenti di mercato sono dovuti principalmente all’incrocio di due fattori: l’impatto di cambiamenti strutturali nella nostra società quali la crescita della popolazione anziana, delle famiglie monocomponenti (sia in single giovani che anziani) e dei residenti di ceppo etnico diverso da un lato, con trend epocali o di lungo periodo, comuni a più paesi, definiti spesso macrotrend o megatrend, dall’altro.
Se inquadriamo la realtà italiana, per i tre diversi cambiamenti strutturali in un contesto più ampio, europeo o mondiale, emergono differenze rilevanti tra i tre fenomeni. Per quanto riguarda l’invecchiamento della popolazione l’Italia rappresenta il paese più vecchio al mondo dopo il Giappone, con 1 italiano su 5 ormai ultrasessantacinquenne ed evidenti implicazioni in termini di prodotti e servizi, ad oggi colti dalle aziende operanti nei diversi settori ancora in modo embrionale. Il trend di lungo periodo più direttamente intrecciato con questo cambiamento strutturale è la crescente attenzione dedicata al settore Healthcare e Wellness – trend epocale che riguarda tutti i paesi occidentali, in cui il benessere diffuso e l’orientamento a vivere la fase matura della vita al meglio delle proprie possibilità, unitamente a disponibilità economiche e un livello culturale certamente superiori al passato, soprattutto presso frange di popolazione in età avanzata, creano il substrato ideale allo sviluppo di questo vettore di consumo.
Per quanto concerne le famiglie monocomponenti, seppur una realtà importante in Italia – 1 famiglia su 4 oggi lo è –, rappresentano di fatto una percentuale ancora piccola nel nostro paese, se confrontata con i paesi del Centro o Nord Europa e presumibilmente in tendenziale aumento.
Il terzo fenomeno strutturale, anche questo in forte aumento in Italia e all’attenzione mediatica, è ancora minoritario: solo il 5% della popolazione italiana è costituito da stranieri regolari, anche se il tasso di crescita negli ultimi 3 anni è superiore a quanto avvenuto nell’arco di un decennio (Fonte: Istat).
 Si tratta quindi di un fenomeno che in termini di impatto sui consumi incide ancora poco e influirà maggiormente in prospettiva sia in relazione al comparto alimentare che al settore medico/paramedico.
|