Sfatiamo il mito - Più tempo al lavoro = meno tempo coi bambini
Secondo l’ultima indagine condotta da Nielsen sui consumatori di 39 nazioni, le donne con figli dovrebbero lavorare fuori casa. Il 76% degli intervistati nel mondo – in linea con quanto pensano gli italiani - concorda infatti che il ruolo femminile non debba limitarsi all’accudimento della prole e all’attività casalinga.
Le giornate però sembrano sempre troppo piene, la vita moderna frenetica ed il cruccio più frequente dei neo genitori è di non trascorrere abbastanza tempo con i propri figli. Ma è proprio così? Negli ultimi 40 anni è aumentata sensibilmente la forza lavoro femminile e questo dato è tanto più elevato quanto più è elevata la scolarizzazione delle donne. Tuttavia, un libro recentemente pubblicato negli Stati Uniti, Changing Rhythms of American Family Life, analizza studi condotti prevalentemente negli Stati Uniti, ma anche in Europa occidentale, contraddicendo, dati oggettivi alla mano, la comune percezione secondo cui i genitori non passano abbastanza tempo con i propri figli a causa di una vita lavorativa troppo impegnativa. In realtà sia le madri che i padri trascorrono con la prole più tempo di quanto non accadesse in passato. Le ore condivise coi figli sono andate via via riducendosi dagli anni ’60 agli anni ’80 per poi tornare crescere e raggiungere un massimo nella nostra decade. I papà in particolare hanno più che raddoppiato il loro impegno con la prole, riducendo consistentemente il gap con le mamme (pari oggi ad un 54% circa delle ore dedicate ai figli dalle donne contro un 30% di 40 anni fa). Più tempo dedicato al lavoro e più tempo dedicato ai figli.... Ma dove è stato recuperato il tempo? In primo luogo dal lavoro svolto in casa. Si è ridotto significativamente il tempo dedicato al rassetto della cucina dopo i pasti (meno 75%), a lavare e stirare (meno 49%), alla preparazione dei pasti (meno 47%), alla pulizia della casa (meno 41%). Impossibile, in base ai dati a disposizione, dire quanta parte del risparmio di tempo è riconducibile ai nuovi elettrodomestici/detergenti e quanto ad aiuto estreno: sicuramente entrambi gli elementi contribuiscono e con tutta probabilità le case sono meno “splendenti” di quelle di 40 anni fa. Rispetto al passato, inoltre, dedichiamo meno tempo al sonno e ai pasti, ora molto più veloci, trascorriamo meno tempo da soli col coniuge, ma anche con amici e parenti. Infine, sembra che siamo diventati sempre più multitasking, ovvero che compiamo 2 o più operazioni contemporaneamente riuscendo così a comprimere in spazi limitati attività diverse (e da qui forse la sensazione di vivere ad un ritmo frenetico). Come possono i responsabili marketing rispondere meglio all’evoluzione delle esigenze familiari? La rivoluzione dei beni di consumo degli ultimi 50 anni ha senza dubbio consentito il passaggio all’attuale stile di vita, grazie a prodotti che permettono di risparmiare tempo, sia nella preparazione dei pasti che nella cura della casa. Ma i consumatori hanno la memoria corta e ciò che può sembrare risolutivo oggi, domani verrà considerato solo una tappa intermedia verso nuovi traguardi. Il tempo, bene sempre più scarso e quindi prezioso, deve essere incanalato verso attività gratificanti (o “obbligatorie”) ed i figli – per forza o per amore - sono in cima alla lista. |